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DA PITAGORA ALL’UOMO MODERNO  RADICI DELLA CULTURA OCCIDENTALE 

Il progetto riguarda la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale della cultura magnogreca , che ha come centralità la figura di Pitagora, in un percorso che attraverso la scienza, la  filosofia, il teatro, la musica, l'alimentazione , lo sport ecc. diventa un attrattore turistico, rivolto a  specifici segmenti di mercato,  oltre a generare una ricaduta sul territorio, nei  vari ambiti che lo  caratterizza, generando una visibilità dello stesso tale da posizionarlo su mercati nazionali ed esteri  e recuperando contestualmente una matrice identitaria comune che rappresenta nella sua totalità  la cultura occidentale.  L' ambizione di tale iniziativa è quella di generare un processo culturale che vede Metaponto e il  suo territorio proiettato come riferimento in un contesto di mercato culturale europeo, utilizzando  i seguenti strumenti:  1 concept  

L' ambizione è quella di generare una forte visibilità del Complesso Torremare sito a Metaponto,  Bernalda, capace di creare ricadute importanti sul territorio in termini di flussi turistici significativi  e destagionalizzati, le cui dimensioni attiveranno altri processi produttivi, quali l' incremento della  ricettività, con una richiesta in grado di assorbire l' offerta ricettiva non solo di Metaponto , ma  anche dei territori limitrofi e capaci di generare processi di recupero di nuovi prodotti turistici quali  il  recupero  dei  centri  storici,  masserie  fortificate,  oltre  a  far  crescere  un’offerta  artigianale,  ricreativa, commerciale, ma soprattutto un’offerta nel settore agroalimentare e naturalistico di  dimensioni ragguardevoli data dalla richiesta attuale e della forte tendenza di crescita del mercato. L’obiettivo del modello gestionale proposto è quello di garantire l’offerta di servizi e prodotto  turistici, ricettivi e culturali in grado di alimentare le relazioni e le connessioni tra l’attività turistica  e le altre attività (enogastronomia, agricoltura, cultura, etc.), concorrendo ad ampliare l’offerta  turistica e culturale locale con la proposta e/o la valorizzazione di nuovi “tematismi” (itinerari  enogastronomici, cammini e percorsi storici ed archeologici, itinerari culturali, musicali e letterari,  laboratori didattici culturali, etc.) e di nuove esperienze di fruizione turistica.   In questo contesto, il complesso di Torremare potrà svolgere un ruolo di connessione culturale con  i territori circostanti, contribuire alla permeabilità culturale e proporsi, in prospettiva, come spazio  di produzione di nuova cultura e nuove modalità di ricettività ed ospitalità turistica. Una nuova  visione del turismo come “generatore di cultura” e non solo come atto di consumo si tradurrà in  una nuova offerta di fruizione e ricettività del complesso di Torremare, che serva a mostrare, capire  e condividere la vitalità e l’attualità del patrimonio culturale e turistico di Metaponto e della Magna  Grecia come valore non semplicemente da custodire ma da far vivere e alimentare nel futuro.    Torremare dovrà porsi come “hub” di scambio di esperienze nel settore della ricettività, ospitalità,  dello studio, della conoscenza, della valorizzazione e della promozione e gestione del patrimonio  culturale e turistico in grado di posizionarsi, nel mercato turistico e ricettivo, quale “campo studio  della cultura della Magna Grecia e della figura di Pitagora in particolare”, coniugando il patrimonio  storico e culturale ed il territorio circostante che lo ha formato e lo accoglie.   Il modello gestionale intende infine favorire l’integrazione della fruizione turistica con i prodotti e  servizi dell’Industria Culturale e Creativa, nonché promuovere anche una significativa innovazione  dell’informazione turistica sul territorio attraverso l’assunzione della funzione di incubatore di  impresa per start up nel settore turistico, culturale e ricettivo. 

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RECUPERO DELLA CITTA VECCHIA DI TARANTO

Taranto è un collage, un’unione di frammenti, anche se fortemente identitari, che fanno della Città Vecchia un cuore frammentato. Il visibile sgretolamento della componente fisica dell’isola si accompagna allo sfaldamento della superstite comunità che la occupa e a partire da questo presupposto, i principi guida che hanno ispirato la proposta progettuale mirano più che al ripristino della comunità persistente nella Città Vecchia alla costruzione di una nuova, capace di raccogliere la sfida di rendere reversibile un fenomeno che mina i caratteri identitari dell’intera città. la proposta progettuale declina tali obiettivi, attraverso una serie di interventi fisici e immateriali in grado di migliorare, in maniera trasversale, la qualità della vita attraverso l’implementazione  dei servizi alla persona, i mezzi e le occasioni per la crescita del capitale sociale e relazionale che favorisce un processo indotto di mitigazione delle condizioni di marginalità. Riabitare Taranto significa descrivere una nuova forma spaziale-sociale dell’abitare che fa dello spazio pubblico l’asse portante della trasformazione, definendo una maggiore permeabilità e accessibilità, fuori e dentro l’isola, e costruendo un rapporto di continuità con il mare, troppo spesso negato. La strategia impatta su quattro diversi ambiti: cintura, tessuto, rete, catalizzatori, che attraverso la valorizzazione del capitale sociale da una parte e la riqualificazione del patrimonio architettonico dall’altra, in un’ottica di crescita intelligente, mira a costruire il sistema di governance del processo di rigenerazione urbana che preveda la configurazione di un sistema di welfare urbano e un sistema di infrastrutture sociali per rafforzare la comunità urbana, fornendo servizi  per i residenti permanenti e temporanei.

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CONVENTO di S. DOMENICO MAGGIORE MONTEOLIVETO - TARANTO 

Il futuro di Taranto e dell’Arco Ionico Tarantino rappresenta una delle più importanti sfide che il nostro Paese sta affrontando, in cui il territorio tarantino può e deve rappresentare un simbolo che si rimette in gioco, ripensa se stessa e riparte, ricongiungendosi con il proprio passato, riconoscendo il proprio presente, per riprogettare un futuro condiviso e partecipato.  
 

Descrizione  

 

 Il progetto di recupero e di rifunzionalizzazione in struttura turistico-ricettiva del “Convento di San Domenico Maggiore Monteoliveto, ha come obiettivo principale la partecipazione attiva (non solo per le evidenti ricadute di prima fase relative al recupero fisico del complesso edilizio e  per la sua funzione economico occupazionale), alla costruzione di un processo di crescita economica e socioculturale del territorio.  
Contribuire alla costituzione di un “sistema integrato di attrattori e itinerari” per la fruizione dell’offerta di beni culturali materiali e immateriali, con particolare riferimento alle risorse del territorio: Archeologiche; storico artistiche e ambientali, patrimonio naturalistico. Alle tradizioni: religiose; gastronomiche, artigianali. Alle peculiarità agricole produttive: i territori del vino e dell’olio (Filiere Patrimonio Materiale/Immateriale/Naturale e del Mare)..   
Il nostro hotel vuole avere un respiro contemporaneo ed essere parte attiva di una città che intera si contrappone all’attuale declino socio economico. Vuole contribuire alla costruzione di un futuro alternativo alla monocultura dell’acciaio, basato su un processo di crescita socio economica diretto alla valorizzazione turistico-culturale del territorio. Affida la propria specificità ad una forte connotazione identitaria. Vuole essere per i propri ospiti, ambasciatore e divulgatore del patrimonio di conoscenze, della storia, delle tradizioni, delle produzioni, delle peculiarità naturalistiche e dei valori locali, della sua “bellezza”, uno “style hotel”, aderente ad una perfetta cultura dell’accoglienza, ma anche luogo di esperienze legate ai modelli integrati di saperi e di sapori della nostra terra.

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